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Voler bene generando vita buona
Scritto da Alessandro   
Giovedì 21 Gennaio 2021 17:24

Articolo nell'Osservatore Romano sulla nostra missione di Nhacra Teda

20 gennaio 2021 Arriva, si guarda intorno e si chiede: «Cosa posso far nascere di buono qui?». Questa è la domanda che sorge nel discepolo del Signore quando si trova a vivere in un qualunque angolo della terra: guarda il mondo secondo la logica della generazione, che ha scoperto e conosciuto nell’intimità di Dio. Nel 2015, a 69 anni, mandata dalla propria Congregazione, suor Valeria Amato, infermiera e ostetrica appartenente all’Istituto delle Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria, giunge a Nhacra, nella regione di Ohio della Guinea-Bissau. Si guarda intorno: si accorge che la popolazione ha anzitutto bisogno di assistenza sanitaria e decide di dare vita al Centro Madre Maria Caterina Troiani, unico presidio medico per oltre 26.000 persone che vivono nei cinquanta villaggi della zona. Suor Valeria, che risiede nel Paese africano dal 1988 e ha lavorato negli ospedali di Cumura e di Quinhamel, inizia a offrire cure affiancata da pochi medici e infermieri locali, che aumentano nel corso degli anni. Oggi, in questo piccolo ospedale di campagna lavorano 25 persone e si effettuano mediamente 11.000 visite ambulatoriali all’anno: vengono curati pazienti colpiti da patologie assai diffuse in Guinea-Bissau quali ad esempio aids, tubercolosi, parassitosi intestinale, malaria. Alle mamme e ai bambini viene riservata speciale attenzione. In questo Paese le donne, in maggioranza analfabete, diventano mamme per la prima volta in giovanissima età: anche a 15 anni. «Generalmente partoriscono in casa senza alcuna assistenza e ciò spiega il tasso di mortalità materna e neonatale particolarmente elevato. Nel nostro centro lavoriamo con grande impegno per cambiare questa usanza», racconta suor Valeria, oggi affiancata da tre consorelle. «A tutte le persone — inclusi i capi-villaggio che incontriamo periodicamente — spieghiamo quanto sia importante che le donne partoriscano in ospedale dove la vita della mamma e del neonato è ben curata. Questa opera di sensibilizzazione sta dando buoni frutti e ce ne rallegriamo: attualmente seguiamo una cinquantina di parti al mese mentre all’inizio erano solo una quindicina. La mortalità materna e neonatale sta significativamente diminuendo, assistiamo un numero sempre crescente di donne durante l’intero arco della gravidanza e accompagniamo le puerpere accudendo i bimbi». In questa area del Paese l’aids colpisce un numero molto elevato di persone: si stima che l’8-10 per cento delle gestanti abbia contratto l’infezione da hiv. Per scongiurare il rischio che trasmettano la malattia ai figli, suor Valeria, insieme ai suoi collaboratori, esorta le donne sieropositive a partecipare al programma di prevenzione della trasmissione verticale che dura dall’inizio della gestazione sino a 18 mesi dopo il parto. Il programma ha dato prova di essere molto efficace: nel 99 per cento dei casi i bimbi sono sieronegativi. Non di rado, però, le mamme non portano a termine questo percorso a causa del molto lavoro e della pressione dei guaritori locali che pretendono di imporre le soluzioni della medicina tradizionale. Per persuadere le donne lo staff dell’ospedale ha deciso di donare loro un pacco alimentare quando, una volta al mese, vanno a farsi controllare e a prendere i farmaci. Un altro grave problema che affligge questo territorio è la denutrizione infantile, assai diffusa. A causarla è non solo l’indigenza ma anche la mentalità della popolazione: in Guinea-Bissau gli anziani e i maschi adulti sono le figure più importanti e onorate della società: le donne, sulle cui spalle ricadono interamente la cura e il mantenimento dei figli, contano assai poco. I bambini sono molto trascurati e si presta scarsa attenzione alla loro alimentazione. In ospedale i piccoli che risultano denutriti sono inseriti in due programmi: il primo, dell’Unicef, è riservato alla denutrizione grave; il secondo, proposto dal World Food Programme, è dedicato alla denutrizione moderata. Vi è anche un terzo programma, ideato da suor Valeria e dai suoi collaboratori, volto a prevenire la denutrizione: prevede la distribuzione di uno speciale cibo per la prima infanzia composto da alimenti locali molto nutrienti. Inoltre, l’ospedale organizza regolarmente incontri singoli e di gruppo per spiegare alle mamme come accudire e nutrire correttamente i bambini. «L’opera che svolgiamo sta dando buoni risultati», prosegue suor Valeria. «Crediamo però che per sostenere efficacemente la maternità e aiutare questo popolo a cambiare il proprio sguardo sulle donne e i bambini, sia necessario ampliare l’azione educativa e intervenire sulla formazione delle giovani generazioni. Per questa ragione, il progetto cui teniamo maggiormente è l’apertura di una scuola: siamo convinte che l’istituzione scolastica possa svolgere un ruolo strategico nell’edificazione di comunità che rispettino, aiutino, onorino le mamme e i loro piccoli». E riflettendo sulla propria esperienza, afferma: «La dimensione missionaria mi appartiene, mi rende felice: non saprei vivere diversamente. Sono grata al Signore che largamente benedice la nostra opera: con la Sua grazia, nonostante i pochi mezzi di cui disponiamo, riusciamo a riportare in vita bambini che parevano irrecuperabili e a risolvere problemi delle mamme che sembravano insormontabili. Quest’azione del Signore continuamente rafforza il mio desiderio di essere un Suo strumento e aiutare queste creature». Voler bene generando vita buona: così funziona la logica della generazione.
di Cristina Uguccioni

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Gennaio 2021 17:31
 
Versamento 2020 per la missione di suor Valeria
Scritto da Alessandro   
Venerdì 01 Gennaio 2021 21:42

Auguri per un migliore nuovo anno 2021.

L'anno 2020 è stato un anno di fermo di molte troppe attività non ultime quelle di associazioni come la nostra a cui piace organizzare eventi per rivedere molti amici.
In particolare non abbiamo potuto realizzare il Nikday 2020, tra l'altro festa per il diciottesimo anno di Nik.
Abbiamo però deciso in consiglio di fare comunque un versamento dato che avevamo dei fondi in cassa derivati dal 5 per mille e da offerte varie.
Approfittiamo per augurare a tutti un anno 2021 davvero migliore ma soprattutto all'insegna della ripartenza di tutte le attività confidando nella sconfitta della pandemia in corso. Un caro saluto,
Alessandro
p. Associazione Amici di Nik

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Auguri di suor Valeria Natale 2020
Scritto da Alessandro   
Martedì 22 Dicembre 2020 21:35

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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Dicembre 2020 21:36
 
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